Uniti contro il melanoma

L’alimentazione durante le terapie oncologiche

contrastare gli effetti collaterali della chemioterapia

Approfondimento a cura della Dott.ssa Annise Butta, Biologa Nutrizionista.

Le patologie oncologiche sono la seconda causa di mortalità dopo le malattie cardiovascolari.
Un’alimentazione adeguata può migliorare la qualità di vita delle persone e persino ridurre l’incidenza dell’insorgenza delle malattie oncologiche. Possiamo quindi considerarla una strategia di prevenzione a tutti gli effetti.

Inoltre, fermo restando che l’alimentazione non può sostituire alcuna terapia oncologica, è anche vero che il cibo può aiutare a tenere a bada gli effetti collaterali delle terapie anticancro come la radioterapia, la chemioterapia e l’immunoterapia.

Tra gli effetti collaterali più comuni abbiamo fatigue o astenia, mucositi o stomatiti, disturbi intestinali (diarrea o stipsi), neutropenia, anemia, cardiotossicità, nausea e vomito, inappetenza e modifica del peso.

Da tutte queste premesse si comprende che la valutazione nutrizionale è fondamentale prima, durante e dopo le terapie oncologiche.

Terapie oncologiche e nutrizione: il ruolo del microbiota intestinale

L’efficacia dei trattamenti oncologici si riduce nel momento in cui il paziente è malnutrito. Se a causa di ciò subentrano disturbi metabolici, possono verificarsi effetti collaterali che inducono il medico a modificare gli schemi terapeutici.
La consulenza nutrizionale in questa situazione è molto importante, perché permette di valutare la qualità di vita della persona, in termini di abitudini alimentari e scelta dei cibi.

Nello specifico, l’elemento più importante da considerare è il microbiota intestinale, cioè l’insieme dei microbi che vivono nel nostro intestino, formato prevalentemente da batteri (oltre a virus, parassiti e lieviti).

Il microbiota intestinale ha un ruolo fondamentale nella genesi e nella crescita del tumore. Anche se esistono un microbiota orale, polmonare, della pelle, vaginale, sicuramente il microbiota intestinale è il più importante. Un microbiota intestinale costituito da una flora intestinale con batteri in simbiosi, garantisce un migliore funzionamento del nostro sistema immunitario e riduce la circolazione di fattori infiammatori.
Il microbiota intestinale è fortemente influenzato dalla dieta, dai lassativi, dall’attività fisica, dalle terapie oncologiche e dalla chirurgia addominale.

Come ridurre la tossicità dei farmaci antitumorali

Alcuni farmaci chemioterapici come l’adriamicina, possono causare cardiotossicità anche a distanza di 10 anni. Un corretto apporto di coenzima Q10, contenuto nei cereali integrali, negli spinaci, nei broccoli, arachidi, uova e pesce grasso, è funzionale per prevenire e ridurre la cardiotossicità così come garantire un corretto apporto di L-carnitina e di glutammina, di cui sono ricchi il pesce, i fagioli, gli spinaci e di omega 3, acidi grassi buoni.

Contrastare l’inappetenza

Durante le terapie oncologiche è fondamentale che il paziente e la famiglia che si occupa del proprio caro tengano in considerazione una possibile inappetenza per brevi periodi, che comunque deve essere monitorata.
In tal caso è sempre sconsigliata l’ingestione di bevande zuccherate secondo la con la convinzione che diano energia, dato che lo zucchero è il principale nutrimento per le cellule tumorali. Infatti le cellule cancerose consumano più zucchero, rispetto alle cellule sane.
A tal proposito è fondamentale ridurre il consumo di cibi ad alto contenuto glicemico come farine raffinate, latte e saccarosio. Anche livelli elevati di insulina si possono associare a una prognosi peggiore. In particolare è fondamentale tenere basso il carico glicemico dei pasti nel paziente a cui è somministrato il cortisone, farmaco che può indurre picchi glicemici.

Durante le terapie oncologiche, inoltre, è importante cercare di mantenere i marker infiammatori come la PCR (proteina C reattiva) e l’interluchina- 6, nei range di normalità, valori che è possibile tenere sotto controllo anche attraverso il cibo, evitando il consumo di cereali raffinati, carne rossa, carboidrati semplice e latticini ad alto contenuto di grassi, acidi grassi insaturi trans.

Contrastare la fatigue

La fatigue, ossia la stanchezza avvertita dal paziente durante le terapie oncologiche, peggiora con il consumo abitudinario di alimenti ipercalorici, ricchi di grassi e zuccheri come salumi, formaggi, patatine fritte, dolci, in quanto la loro digestione grava sull’apparato intestinale.

Anche l’accumulo di sostanze tossiche a livello epatico, favorito dal consumo di alimenti ricchi di additivi, l’esposizione a solventi, pesticidi, metalli pesanti e il contatto con tossine o metaboliti dei cibi, può essere un aggravante. È possibile favorire una corretta funzionalità epatica e mantenere un buon microbiota intestinale consumando le crucifere (verdure come cavolfiore, cavolo cappuccio, cavolo verde, cavolo verza, cavolini di Bruxelles, broccoli ma anche senape, ravanello, rucola e rafano), verdure fermentate come crauti e miso, yogurt bianco e alimenti integrali, quali cereali in chicco e legumi. I cereali in chicco e i legumi mantengono un livello costante di glicemia (mentre i raffinati inducono iper e ipoglicemia).

È auspicabile evitare alimenti ricchi di lattosio, che possono causare difficoltà digestive e in alcuni casi possono essere la causa di diarrea.
Contrariamente a quanto si possa pensare, in caso di fatigue, il consumo di caffè è controproducente. Nonostante l’effetto tonico e stimolante, mediato dalla produzione dell’adrenalina, che causa una stimolazione intensa e momentanea, il caffè provoca successivamente un calo energetico.
Un buon apporto di magnesio, invece, è funzionale al miglioramento della fatigue, in quanto è il cofattore di oltre 300 enzimi coinvolti in processi molto diversi fra loro, dalla sintesi delle proteine al funzionamento di muscoli e nervi, sino al controllo di glicemia e pressione sanguigna.
Una leggera attività fisica, come una tranquilla camminata, sicuramente può essere d’aiuto nel contenimento della fatigue, così come mantenere un regolare ritmo sonno/veglia, dormire quanto basta per recuperare le energie, evitando di stare a letto tutto il giorno, non mangiare eccessivamente e in tarda serata e non fumare.

Contrastare stomatiti, nausea e vomito

Un altro effetto delle terapie oncologiche possono essere le stomatiti, infiammazione della mucosa del cavo orale, che si manifestano con lesioni cutanee, afte, normalmente su palato, lingua, alla base delle gengive.

Il consumo di fibre secche che derivano dalla cottura dei cibi al forno possono irritare le mucose. Per questo motivo è opportuno consumare cereali integrali sotto forma di creme e pane di semola di grano duro.

La carne, oppure i cibi salati come patatine o snack, oppure i cibi speziati, il cioccolato, il caffè, gli alcolici e le bevande gassate possono causare un’irritazione chimica. Tra i cibi proteici è auspicabile preferire il consumo di pesce, compatibilmente con l’assenza di nausea, creme di legumi e cereali.

Altro effetto collaterale delle terapie oncologiche è la nausea e il vomito. In tal caso è opportuno evitare il consumo di pesce e l’assunzione di abbondanti quantità di liquidi. Mangiare piccole quantità di cibo, frequentemente, di modo che le stomaco non rimanga mai completamente vuoto. Prediligere il consumo di pane con farina di grano duro, accompagnato da patè di olive.
La tisana allo zenzero può ridurre il senso di nausea. Vanno evitati gli odori forti, i cibi fritti, speziati, eccessivamente grassi o troppo dolci.

In caso di diarrea, infine, è opportuno cercare di bere almeno un litro di acqua al giorno per contrastare la disidratazione. Si consiglia di consumare piccoli pasti, ma frequenti, mangiare crema di cereali, pasta, cous cous, preferire cibi ricchi di potassio e sodio (albicocche, uvetta, batata, pesce azzurro).
Anche mangiare zuppa di verdure (carota e zucca) è una buona prassi. L’uso di fermenti lattici e bevande saline va valutato con il proprio medico.

In caso di stipsi, è opportuno aumentare con gradualità l’attività fisica, bere acqua o tisane lontano dai pasti e mangiare cibi ricchi di fibre (cereali integrali, verdure e legumi).

A supporto della neutropenia, ossia la riduzione del numero di leucociti (o globuli bianchi) neutrofili che spesso si manifesta durante le terapie oncologiche, in fatto di alimentazione è opportuno consumare alimenti ricchi di omega-3 come pesce, semi di lino macinati e le noci.
In caso di anemia, al di là del supporto medico, in relazione all’alimentazione è opportuno aumentare il consumo di verdure a foglie verdi, lenticchie e vongole.

è opportuno preferire il consumo di vongole, verdure a foglie verdi e lenticchie.

Durante il periodo di somministrazione delle terapie oncologiche e il periodo di follow up è fondamentale non somministrare alcun integratore o fitoterapico, che possa interferire con i farmaci somministrati al paziente, senza prima consultarsi con l’oncologo che segue il paziente.


Dott.ssa Annise Butta

Biologa Nutrizionista
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