Uniti contro il melanoma

Pasquale, una corsa ad ostacoli contro il melanoma

paziente affetto da melanoma - Insieme con il sole dentro

Pasquale è un paziente del Pascale di Napoli, affetto da melanoma. Ma prima ancora è un grande sportivo, da sempre. Il podismo, la sua passione più grande, gli ha insegnato a stringere i denti, a resistere, a non mollare fino al raggiungimento del traguardo. Ed è questo lo spirito con cui affronta la vita e la malattia. La sua storia con il melanoma inizia nel 2007 ed è un susseguirsi incredibile di interventi, diagnosi, complicazioni, terapie e post-interventi. Non è semplicemente il racconto di un paziente affetto da melanoma, ma di una persona che negli ultimi 15 anni della sua vita ha dovuto intraprendere una vera e propria corsa ad ostacoli per superare con grinta e determinazione tutte le difficoltà che la vita gli ha presentato.


Avevo 53 anni. Dopo uno dei miei consueti allenamenti podistici, mentre facevo la doccia notai un rigonfiamento sotto l’ascella sinistra. Quarant’anni prima avevo tolto un neo che si trovava su quello stesso braccio.

Il medico di famiglia, preoccupato, mi indirizzò verso uno specialista oncologo, che mi sottopose a un ago aspirato, una procedura con la quale si preleva un piccolo campione di cellule dal nodulo sospetto, per poi sottoporlo ad esame citologico. Il referto evidenziò la presenza di un melanoma.

Provai una sensazione di grande sconforto, mi ponevo sempre la stessa domanda: perché proprio a me?! Ho sempre condotto una vita sana e regolare, con uno stile di vita attivo, e non riuscivo a capacitarmi dell’accaduto.

A quel punto fui visitato dal Dott. Paolo Ascierto, Direttore dell’Unità di Melanoma, Immunoterapia Oncologica e Terapie Innovative dell’Istituto Nazionale Tumori IRCCS “Fondazione G. Pascale” di Napoli. 

Il Dott. Ascierto confermò la diagnosi e fui messo in lista d’attesa per l’intervento di svuotamento ascellare al Pascale. L’operazione fu fissata proprio il giorno in cui mia figlia Raffaella discuteva la tesi di laurea in Psicologia!

Nel periodo successivo allo svuotamento, da una delle risonanze magnetiche di controllo venne fuori un micronodulo alla testa, più precisamente nel lato temporale destro. Questo nodulo, alimentato poi da edema, si trasformò in tre micronoduli, più precisamente dei nuclei di impregnazione.

Dopo trattamento chemioterapico in compresse con Cisplatino e Temodal, risultò ancora un’infiltrazione al mediastino e nel 2008 iniziai la radioterapia, per un totale di circa 40 sedute. Dopo la chemioterapia ebbi anche problemi di rettocolite ulcerosa che mi curano in ospedale ad Aversa. La stessa infiltrazione rientrò perché fortunatamente quella macchia scura era un tessuto fibroso e non una metastasi.

Nel frattempo siamo già arrivati al 2011. Continuavo a correre e ad allenarmi in vista di alcune maratone, ma fui stoppato dalla mia oncologa per essere operato alla testa: durante l’ultima risonanza magnetica all’encefalo, infatti, si evidenziò un infarcimento ematico, cioè una occlusione rapida di un vaso arterioso.

Prima dell’intervento fui sottoposto a quattro cicli di immunoterapia con Ipilimumab, un farmaco a quei tempi sperimentale, poi diventato protocollo ufficiale. Fui sottoposto anche all’intervento di radiochirurgia stereotassica, per centrare e bombardare il micronodulo al lato temporale destro.

L’intervento durò circa otto ore e tutto andò nel migliore dei modi. Nel 2012 ebbi un secondo intervento alla testa e, nello stesso anno, affrontai un’altra operazione al braccio sinistro per un altro melanoma

Subito dopo l’intervento alla testa è apparso anche un linfedema al braccio, che curo con delle fisioterapie due volte l’anno. In quattro anni, dal novembre 2016 al 13 marzo 2020, sono stato operato ben 8 volte: il melanoma sul braccio, vari nei e un carcinoma basocellulare squamoso della cute sulla tibia. 

Prendo anche un farmaco per curare le crisi epilettiche che sono subentrate dopo aver subito il secondo intervento alla testa.

Non mi sono fatto mancare nulla ma nella sfortuna mi reputo una persona fortunata! 

Voglio menzionare e ringraziare l’équipe del melanoma del Pascale di Napoli, guidata con grande competenza dal professore Ascierto. In particolar modo voglio menzionare la mia oncologa, la Dottoressa Ester Simeone, che è il mio angelo e che mi ha sempre seguito da quando mi sono ammalato di questo terribile mostro. 

Proprio lei alla visita di controllo di qualche settimane fa, parlava di me ad un collega che l’affiancava, definendomi come “un paziente storico del Pascale di Napoli”. Ed è proprio così, per me è motivo di grande orgoglio essere riconosciuto come una parte di questa grande famiglia e della sua storia. Nel 2012 ho avuto persino il piacere di essere intervistato durante il programma Medicina Trentatrè insieme al grande Dott. Ascierto. 

Oggi, dopo tanti interventi e terapie, sono ancora qui, sto bene, e posso testimoniare la mia storia affinché io possa trasferire tutta la mia positività alle persone che soffrono e vivono questa terribile patologia. A tutte loro voglio dire: ce la possiamo fare!

Pasquale


Realizzato da Naluf 3.0 snc Web Agency di Brescia