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Revisione dei permessi nella Legge 104: che cos’è e come funziona

revisione permessi oncologia - Insieme con il sole dentro

La Legge 104, introdotta nel 1992 per promuovere l’autonomia, la parità sociale e l’interazione di persone affette da invalidità o handicap, riconosce al malato oncologico una serie di diritti, ad esempio permessi di lavoro, congedi retribuiti, deduzioni fiscali, esenzioni per farmaci e visite mediche.

Sul nostro sito abbiamo già parlato delle misure previste dalla Legge 104 e delle modalità per richiederla. La novità di quest’anno, comunicata dall’INPS alla fine di gennaio, riguarda la procedura di revisione da parte della commissione medica dell’ASL.

Revisione dello stato di disabilità: che cos’è?

A molti beneficiari della Legge 104 viene imposto l’obbligo di sottoporsi alla revisione del proprio stato di disabilità o di invalidità, per verificare che sussistano ancora le condizioni per giovare delle agevolazioni. Nello specifico, la revisione è obbligatoria quando la Commissione medica per l’accertamento dell’invalidità civile della ASL ha definito l’invalidità di una persona come soggetta ad aggiornamento entro un determinato periodo di tempo.

In tal caso, il destinatario della revisione verrà convocato ogni due anni dinanzi alla commissione medica, per accertare che l’entità della disabilità non si sia aggravata o, al contrario, ridotta (ad esempio per effetto di terapie e cure). Se non ci si presenta alla visita si riceve una comunicazione tramite raccomandata postale, che invita il malato a presentare una giustificazione della propria assenza. Se tale giustificazione non viene fornita entro 60 giorni, o se viene rigettata, i benefici della Legge 104 fruiti fino quel momento decadono.

Se, invece, la giustificazione viene accettata si calendarizza un nuovo appuntamento e inizia l’iter dello stato di revisione, che può concludersi con una conferma della condizione di disabilità.

Portatori di disabilità grave: che cosa è cambiato nel 2021

Rientrano tra le disabilità gravi alcune patologie invalidanti, ad esempio le patologie oncologiche con compromissione secondaria di apparati o organi.
Il 13 gennaio 2021 l’INPS ha fatto sapere che le certificazioni di disabilità grave già concesse restano valide anche prima di avere l’esito dell’iter di revisione periodico, fino alla nuova visita. Ciò vale anche nel caso in cui tali certificazioni non siano mai state utilizzate per ottenere i benefici previsti.
Se, poi, l’esito della procedura di revisione non dovesse confermare lo stato di disabilità grave, si procederà al recupero del beneficio fruito durante l’attesa dell’esito.

La decisione dell’INPS è da ricondurre all’attuale situazione pandemica, che ha determinato ritardi e rallentamenti nei tempi di accettazione e revisione.

I benefici che saranno concessi anche senza il verbale di revisione sono i seguenti:

  • permessi ai sensi dell’art. 33, commi 3 e 6, della legge n. 104/92
  • prolungamento del congedo parentale
  • riposi orari alternativi al prolungamento del congedo parentale
  • congedo straordinario

Una misura finalizzata ad evitare che i disabili gravi, già danneggiati più di altre categorie dalle conseguenze della pandemia, vedano sospesi i loro diritti fondamentali.


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