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Tumori della pelle non-melanoma: quali sono e come riconoscerli

tumori della pelle non melanoma - insieme con il sole dentro

I tumori della pelle diversi dal melanoma sono neoplasie cutanee piuttosto diffuse. In Italia rappresentano circa il 15% dei tumori e costituiscono le neoplasie più frequenti tra le donne, dopo il cancro al seno.

Il tumore cutaneo non-melanoma più diffuso in assoluto è il carcinoma basocellulare (comunemente detto basalioma o basotelioma) che colpisce circa 100 individui ogni 100mila abitanti, mentre al secondo posto troviamo il carcinoma squamocellulare, che conta circa 20-25 casi ogni 100mila abitanti. 

Sono tumori più comuni del melanoma ma, in genere, molto meno aggressivi. Ciò non vuol dire, però, che sia opportuno sottovalutarli. Vediamo perché.

Il carcinoma basocellulare

Il carcinoma basocellulare è formato da cellule situate nello strato più superficiale della pelle. A provocarlo è, di solito, un danno al DNA innescato dall’esposizione ai raggi UV del sole o delle lampade abbronzanti. Per questo motivo insorge più spesso sulla pelle del viso e ha l’aspetto di macchie scure, sul rosso o sul rosa, protuberanze lucide o con bordi leggermente rialzati. A volte causa prurito, forma croste o sanguina.

Nella stragrande maggioranza dei casi il suo sviluppo è locale e circoscritto, ma in rarissimi casi può avere una prognosi sfavorevole, diffondersi ad altri tessuti e generare metastasi (eventualità che si verifica al massimo nello 0.5% dei casi).

Anche se i basaliomi crescono in maniera molto lenta e si estendono raramente oltre il sito del tumore originale, possono essere deturpanti e pericolosi. Le lesioni di questo tipo che vengono lasciate crescere (magari perché confuse con condizioni cutanee non cancerose) potrebbero espandersi in larghezza e profondità, invadendo e danneggiando i tessuti circostanti. Più a lungo si attende prima di trattare un carcinoma basocellulare, più alta è la probabilità di recidive.

Per questo motivo il carcinoma basocellulare va comunque trattato. In genere si procede con l’escissione chirurgica o con la chirurgia laser, risolutive nella maggior parte dei casi. In alcuni casi, invece, si opta per trattamenti topici in crema. Nei casi più rari di carcinoma basocellulare localmente avanzato si ricorre alla radioterapia o alla terapia sistemica con inibitori di hedgehog, soprattutto se la posizione e la dimensione del tumore non consentono l’asportazione chirurgica radicale.

Il carcinoma squamocellulare

Il decorso clinico del carcinoma squamocellulare è più incerto e variabile rispetto al basalioma. Può rimanere circoscritto, ma può anche avere un comportamento molto aggressivo e dare luogo a metastasi.

La sua insorgenza non è legata esclusivamente all’esposizione ai raggi UV ma può essere causata, in una piccola percentuale di casi, da uno stato di immunodepressione o da una predisposizione genetica. Ecco perché lo si riscontra anche in aree del corpo che normalmente non sono fotoesposte.

Fattori di rischio per questo tipo di neoplasia sono un fototipo chiaro, l’esposizione ai raggi UV (naturali o artificiali) e l’età avanzata.

Spesso si presenta come lesione dalla superficie rugosa, che con il passare del tempo tende a ulcerarsi. L’aspetto del carcinoma squamocellulare, tuttavia, può essere estremamente variabile. Per riconoscerlo in tempo è importante non sottovalutare qualsiasi lesione cutanea che non guarisce spontaneamente.

Anche in questo caso il trattamento di prima scelta è di tipo chirurgico, con alcune eccezioni: nelle forme meno invasive può essere preferibile la terapia fotodinamica, che consiste nell’applicazione di una sostanza fotosensibilizzante sulla cute danneggiata. Questa crema stimola una reazione ossidativa solo nelle cellule dell’epidermide patologiche, causandone l’eliminazione e favorendo la sostituzione con cellule nuove. Per le forme localmente avanzate o metastatiche, invece, si ricorre alla radioterapia o a terapie farmacologiche sistemiche che attivano il sistema immunitario contro le cellule cancerose.

Tumori della pelle non-melanoma: come si prevengono?

Come nel caso del melanoma, evitare una eccessiva esposizione solare fin dalla prima infanzia rappresenta la prima indicazione in termini di prevenzione primaria. Ciò comporta non soltanto l’applicazione di creme solari adeguate, ma anche l’uso di indumenti protettivi e l’adozione di comportamenti virtuosi come quello di ricercare l’ombra quando ci si trova fuori casa.

Una visita annuale dal dermatologo, inoltre, permette di riconoscere queste neoplasie in una fase molto precoce, e quindi di risolverle con trattamenti semplici e poco invasivi.

Per approfondire:

Linee guida tumori cutanei non melanoma – AIOM 2019

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